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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

costa elio strepitosa

di GIUSEPPE MAZZEO

Ha suscitato dubbi, perplessità, anche cattivi pensieri. Ma in realtà una logica ci sarebbe, eccome, nelle “manovre” del sindaco di Vibo Valentia Elio Costa in merito alla sua partecipazione alle riunioni pubbliche (e non solo) nei vari comitati per il Sì al referendum. Referendum in cui, come arcinoto, l’intero apparato dirigente del Partito democratico è mobilitato. Partito che non è proprio quello di cui Costa è espressione, tutt’altro.

Insistenti (e autorevoli) voci di corridoio, per così dire, offrono una lettura per nulla superficiale di queste manovre, che sfugge ai più. Come noto, se passasse la riforma Renzi-Boschi in Senato ci finirebbero non più senatori eletti in normali consultazioni elettorali, bensì presidenti e consiglieri di Regione, oltre ad alcuni sindaci di città capoluogo. A quanto pare Elio Costa è proprio lì che starebbe puntando. E in questo disegno la sua scalata prevede un passaggio intermedio. I consensi che il primo cittadino di Vibo Valentia cerca sono in direzione di una sua elezione a presidente regionale dell’Anci, l’associazione dei sindaci. Postazione che, ovviamente, gli consentirebbe un più agevole accesso al tanto ambito Palazzo: Palazzo Madama.

Va da sé che la strada non è per nulla spianata. In diverse riunioni che si sono tenute nel corso dei mesi, anche in sede di conferenza dei sindaci, Costa ha mandato come suo delegato l’assessore Bruno Cutrì, con lo scopo anche di sondare il terreno per comprendere quale sia la effettiva capacità di manovra in questo complesso disegno. Chiaramente, partecipando pubblicamente a riunioni con esponenti del Pd, ed in generale con i promotori del Sì al referendum, Costa si è “giocato” l’appoggio della sua stessa maggioranza di centrodestra, che, schierata apertamente per il No, non potrebbe certo appoggiare un sindaco di altro orientamento. Il discorso vale per personaggi come il coordinatore provinciale di Forza Italia e consigliere regionale Giuseppe Mangialavori, così come per altri.

In questo caso Costa, che non è certo uno sprovveduto, di contro spera di ottenere un occhio di riguardo dal presidente della Regione Mario Oliverio. E quando tutto ciò si rivelasse comunque vano, Oliverio non potrebbe non tener conto della mobilitazione di Costa. Come dire: quando tutto manca, restano i buoni rapporti...

Il sindaco di Vibo sembra deciso a perseguire questa sua strategia. Il rischio, però, è di frantumare del tutto quel poco di equilibrio che, in un modo o nell’altro, tiene in piedi la sua maggioranza. E la sua amministrazione.