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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

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Poco dopo passate le 18, il consigliere comunale Antonio Lo Schiavo è diventato ufficialmente il rappresentante locale di Articolo 1- Movimento democratico e progressista, la costola scissionista del Pd, che, dallo scorso gennaio, si è presentata sul palcoscenico della politica nazionale con l’ambizioso progetto di essere «una grande forza unitaria del centrosinistra ed essere da stimolo affinché il Partito democratico riprenda questo cammino arrestando la sua deriva neocentrista».

Un po' maître à penser e un po' luogotenente, per Antonio Lo Schiavo, già candidato a sindaco nella città capoluogo, uscito sconfitto dalle elezioni ultime amministrative, la cerimonia battesimale si è tenuta all’hotel “501”, alla presenza del gruppo di rappresentanza regionale di Mpd, con Tonia Stumpo (Crotone), Berto Liguori (Cosenza), Aldo Rosa (Catanzaro), Vincenzo Fedele (Paola), la senatrice Doris Lo Moro e il parlamentare Roberto Speranza, attuale coordinatore nazionale del movimento. Una cerimonia sobria, e piuttosto contenuta, ha celebrato questo importante quanto necessario passaggio. loschiavo speranza1

I parenti più stretti, gli amici più intimi, qualche imbucato curioso: in totale, poco più di un centinaio di presenti ad assistere all’investitura. In linea di massima, questo è stato il senso dell’iniziativa che si è svolta nel tardo pomeriggio di oggi. Una iniziativa, del resto, che in questo periodo si sta replicando in tante altre province d’Italia, dove il movimento Articolo 1 sta cercando di radicarsi rendendo la sua proposta politica organizzata.

«In quasi 100 giorni - ha affermato proprio il coordinatore nazionale di Mdp, Roberto Speranza - siamo riusciti a mettere in piedi una rete, territorio per territorio. Voglio per questo ringraziare Antonio Lo Schiavo che ha reso possibile questa iniziativa anche a Vibo Valentia». Vibo, dunque, come tappa fondamentale per quello che sarà il passaggio fondativo, l’assemblea nazionale che del 1° luglio a Piazza Santi Apostoli a Roma.

In questa data, ed in quel luogo, il «campo progressista», indicato prima da Lo Schiavo e poi da Speranza, definirà il suo àpice. Un campo progressista, ampio, che servirà da contenitore del centrosinistra (probabilmente con il trattino a giorni alterni). Perchè è in questo confine, forse poco definito, che intendono muoversi. Per questa ragione, chi si aspettava qualcosa di più sul piano della proposta politica, questa sera, all’interno della saletta del “501” forse sarà rimasto un po' deluso.

Deluso dalla raffinata quanto poco credibile critica politica, tanto al governo nazionale che quello regionale della Calabria, così come dalla proposta politica piuttosto indefinita. Deluso da quello che, in prima battuta, potrebbe apparire come una mancata presa di posizione netta, benchè non siano mancati i richiami ai temi delicati come la sanità, il lavoro, la scuola, il Mezzogiorno, i servizi. Ma è cosa piuttosto comprensibile e giustificabile per un movimento che nutre l’ambizione di farsi forza di governo. «Con Renzi, Grillo e la destra - ha continuato nel suo intervento Roberto Speranza - non c’è il centrosinistra. Questo è un campo largo che va costruito. Siamo usciti dal Pd per fare una grande forza di governo. Articolo 1 è il punto di partenza irrinunciabile. Ma bisogna parlare con i movimenti, i partiti della sinistra e le forze sociali. Lavoriamo sui territori per far capire che esiste un altro grande spazio di centrosinistra. Noi offriamo un punto di vista visibile e riconoscibile, fatto di identità, orgoglio e coraggio». 

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