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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

mangialavori giuseppe nuova 2 2016«Ancora un colpo assestato alla sanità vibonese da una politica che rivela non tanto i suoi limiti, quanto la sua inutilità». Non fa giri di parole il coordinatore provinciale di Forza Italia, Giuseppe Mangialavori, nel commentare la chiusura del centro trasfusionale Avis di Vibo. Un ulteriore tassello questo, nell’«impoverimento del territorio», per  l’esponente di FI che rileva, come in questo caso, «il danno sia duplice. Da una parte, l’aspetto pratico. Un centro – chiosa - che aveva acquisito negli anni professionalità e competenza è condannato a terminare la sua attività. Un centro, vale la pena sottolinearlo, che è stato un riferimento significativo per tante emergenze e pazienti. Ma tutto ciò – incalza - evidentemente, non interessa all’attuale compagine di governo regionale, alle prese con un complice silenzio che si commenta da solo».

Dall’altro lato, poi, sottolinea Mangialavori, «la chiusura di tale centro costituisce un vulnus alla cultura della donazione, dell’amicizia e della solidarietà, con tutto ciò che ne consegue. L’amministrazione targata Oliverio brilla ancora una volta per la sua incapacità a contrastare tale smantellamento». E, in tal senso, si domanda «quale sia il futuro che attende il comprensorio Vibonese. La sanità – conclude - sta per essere gradatamente ma quasi scientificamente smantellata; la viabilità è a pezzi; la politica culturale raramente supportata; il turismo, ancora meno e così via. Inutile sperare in un cambio di passo dall’attuale governo regionale che, allo stato, risulta sotto il profilo politico e amministrativo, ampiamente e irreversibilmente fallimentare». 

AGGIORNAMENTO. 

A distanza di qualche ora, arriva la precisazione del coordinatore Giuseppe Mangialavori. Nell’attivarsi per meglio capire la vicenda, infatti, sottolineando come «nessuna strumentalizzazione» vi sia stata, spiega di avere appreso che «il laboratorio trasfusionale si trova in parte all’interno dell’ospedale e in parte all’esterno. La parte interna all’ospedale proseguirà la sua attività. La parte esterna del trasfusionale è provvisoriamente chiusa (raccolta di sangue)».

E proprio questa, «non può proseguire la sua attività così per come stabilito da una preposta commissione in quanto i locali devono obbligatoriamente essere ubicati all’interno dell’ospedale. Va precisato – sottolinea - ad onore della verità, che l’Asp ha attivato le procedure per il recupero di detti idonei locali. Nel frattempo, tale ambulatorio esterno proseguirà la sua attività grazie ad un’autoemoteca. Siccome l’Avis ha sempre fatto riferimento, per la sua attività, a tale ambulatorio proseguirà anch’essa la sua attività grazie all’autoemoteca (tre i giorni di raccolta del sangue a settimana). Nessuna volontà di strumentalizzazione politica della vicenda – ribadisce - ma va rimarcato, ancora una volta, come la mancanza di programmazione crea oggettive difficoltà alla sanità vibonese e al suo comprensorio. L’auspicio, quindi, è questa situazione, obiettivamente difficoltosa non diventi sistemica e sia superata nel più breve tempo possibile».

Insomma, cambiano i "termini" e l'auspicio è che il Centro possa continuare ad operare serenamente, ma resta la certezza che in Calabria la politica continua a non fare la sua parte per il bene della collettività.