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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

 acqua contaminata

Il “caso” acqua, ancora una volta, finisce sotto la lente. Perché davanti all’ordinanza di "precisazione" c’è chi ha iniziato a farsi e a porre delle domande. Primi fra tutti, i consiglieri comunali del Pd che annotano come questo sia «un refrain che puntualmente si ripresenta, solo che questa volta – spiegano - ad un’ordinanza, la n. 20, ne è seguita una successiva di modifica della precedente. Ma – chiosano dal gruppo guidato da Giovanni Russo - la pezza è peggio del buco, a meno che l’attuale amministrazione comunale non sia riuscita a fare il miracolo». Un miracolo «perché la nuova ordinanza vieta l’utilizzo esclusivamente dell’acqua per uso alimentare ecc. proveniente dalle fontanine poste sul molo Bengasi, molo Proserpina (inesistente, poiché nessun molo del nostro porto ha tale denominazione) e via Roma in Vibo Marina. Bene, dunque apprendiamo che tali fontanelle hanno una rete dedicata con una condotta di adduzione autonoma». Da qui, la domanda: «Ma a chi vogliono farla bere?». Per il gruppo consiliare del Pd, questa è, quindi, «una ulteriore dimostrazione  di come, anche in situazioni come queste, appare evidente la totale inadeguatezza di chi è stato chiamato ad amministrare la nostra città».

consiglio minoranzaE non è tutto, infatti dall’opposizione segnalano che «la popolazione non è stata avvertita tempestivamente a mezzo strillone ad esempio. O ancora che visti i contenuti dell’ordinanza “di non utilizzare l’acqua per: uso alimentare, il lavaggio e la preparazione degli alimenti, igiene orale, lavaggio stoviglie o utensili da cucina, lavaggio apparecchiature sanitarie, lavaggio oggetti per l’infanzia….”, non sono state predisposte delle autobotti, da cui far rifornire la popolazione di Vibo Marina. Siamo coscienti – incalzano - del fatto che la problematica inerente la potabilità dell’acqua nella nostra città non è di facile risoluzione e che essa richieda consistenti somme di denaro» e in questa direzione spiegano di essere in attesa di «risposte dalla Regione del finanziamento sulla rete idrica, che la città potrebbe ottenere dal presidente Oliverio, dopo che Scopelliti fece un bando senza copertura finanziaria. Certo è – sottolineano - però che la tipologia di interventi previsti da detto bando, non saranno sufficienti a risolvere il problema nella sua interezza, dunque auspichiamo che l’attuale amministrazione si attivi, attraverso un progetto specifico a reperire anche altri fondi». Inoltre, il memento, considerato che «attraverso l’ordinanza n°41 del 17 maggio 2011 (mai revocata), si dichiarava l’assoluto divieto dell’utilizzo per consumo alimentare ed umano dell’acqua domestica e delle pubbliche fontane delle frazioni di Vibo Marina e Bivona ed ad oggi, tale ordinanza non solo non è stata revocata perché il problema non è stato ancora risolto, ma paradosso dei paradossi si continua comunque a chiedere ai cittadini di Vibo Marina di pagare, seppur con una riduzione del 50% agli aventi diritto, comunque il canone dell’acqua. Insomma, i cittadini vibonesi, nel 2017 – concludono - non possono usufruire di uno dei beni essenziali, l’acqua, e questa amministrazione nella migliore delle ipotesi cerca di mettere delle toppe con delle ordinanze non sempre tempestive, e tal volta inesatte ( nella n. 20 non era specificato in maniera chiara nel corpo dell’ordinanza che il territorio interessato fosse solo quello di Vibo Marina) arrivando finanche ad inventarsi nuove denominazioni di uno dei moli del nostro porto (molo Proserpina…)».