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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

Vibo Marina porto panoramica

di MARIA LUANA FERRARO*

Negli ultimi giorni, ho seguito con particolare interesse la “riproposta” di alcuni miei concittadini per una Vibo Marina autonoma dal Comune di Vibo Valentia. Quando una comunità avanza la volontà di un distacco, in realtà c’è molto da riflettere. Già in passato si era cullato il “sogno dell’autonomia” amministrativa, economica e politica.

Oggi però con una variante alquanto bizzarra: accorpare le frazioni marine ai Comuni di Pizzo e Briatico. Comunità che non vedo come possano integrarsi e unica cosa che le accomuna è il risiedere sulla stessa fascia costiera. Certo è che a poco servono tali strumenti, comprese scissioni e fusioni, qualora la politica locale rimane sorda alle esigenze del territorio a cui è chiamata a rispondere.

Effettivamente c’è un bisogno impellente di dare agli abitanti delle marinate risposte concrete a quelle domande, più volte avanzate negli anni, per un rilancio del territorio. Risposte non pervenute né a livello comunale, né provinciale, né regionale. Le frazioni marine annesse al Comune di Vibo Valentia, in particolare Vibo Marina, sono una gran risorsa anche per l’intera provincia e regione.

Nell’uomo Costa si era riposta ogni speranza, ma, la fiduciosa attesa ha presto ceduto il passo alla delusione, allo sconforto. Nessuna azione concreta, nessun cambiamento, né si intravedono interventi in prospettiva. Eppure risuonano ancora tra i vicoli le parole, gli impegni accorati, di quella campagna elettorale, durante la quale, colui che sarebbe poi diventato primo cittadino, raccoglieva il malessere di una comunità consapevole ed impotente davanti alle potenzialità inespresse, soffocate dalla mancanza di idee e di progetti di grande respiro.

Vibo Marina ha mantenuto il suo impegno con Costa, gli ha dato grande fiducia, dunque dia seguito alle promesse e riprenda in mano il programma perché  è necessario. Nell’ultimo decennio, la mia comunità si è vista defraudare delle sue risorse principali: il Porto e l’Italcementi. Consequenzialmente ne hanno risentito turismo, commercio ed economia.

Tale invito lo rivolgo a tutta la classe politica vibonese poiché basterebbe il loro impegno concreto per rialzare le sorti di un’intera provincia agendo anche solo sul Porto e sul turismo balneare. La giusta direzione da seguire per poter risollevare le sorti del nostro territorio era già stata tracciata, a suo tempo, dall’ex Consigliere Regionale Alfonso Grillo quando, con proposte concrete e risolutive, si interessò in prima persona del Porto e di Italcementi. Il resto sarebbe stato consequenziale: strutture, infrastrutture, commercio, viabilità, valorizzazione del patrimonio artistico e storico, industrializzazione, sviluppo del settore alberghiero e ristorativo, valorizzazione patrimonio paesaggistico di cui la natura ci ha beneficiato, turismo marino e montano…

Ritornando alla proposta di autonomia che potrebbe portare ad una petizione popolare ampliamente condivisa, vorrei capire perché elargire le nostre risorse ai Comuni di Pizzo e Briatico anziché sfruttarle a nostro unico beneficio. Proverei a utilizzare strumenti che garantiscano autonomia e cooperazione quali accordi quadro e protocolli d’intesa, soprattutto in un momento dove accorpare è un imperativo categorico nell’amministrazione pubblica.

Ai portavoce di tal proposta vorrei dire di non svenderci ma con l’orgoglio di gente che ha dentro l’impeto e la forza di un mare che noi tutti amiamo, continuiamo a farci sentire e a lottare come fatto fin ora. Ma non risolveremo il problema unendoci a Pizzo e Briatico: rischiamo di finire dalla padella alla brace se non peggio!

Già coordinatrice NCD Vibo Marina