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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

costa conferenza restuccia

Fosse stato un semplice cittadino, probabilmente la cosa non avrebbe avuto la risonanza che ha avuto, invece, trattandosi del sindaco del capoluogo. Per questa ragione, questa mattina, proprio il primo cittadino di Vibo, Elio Costa ha deciso di convocare a palazzo “Luigi Razza” i giornalisti ed offrire la sua versione dei fatti. Fatti che, secondo la sua versione, smentirebbero ogni rapporto, relazione o incontro avvenuto tra lui, attuale sindaco Costa ed ex magistrato, e l’imprenditore Angelo Restuccia - destinatario di un sequestro di beni di 28 milioni di euro nell’ambito dell’inchiesta condotta dall’antimafia di Reggio Calabria - il quale chiamerebbe in causa proprio il sindaco per un presunto mancato interrogatorio nei suoi confronti per via di una sua casa a Capo Vaticano che sarebbe stata visionata dall’imprenditore, e per la quale sarebbero stati effettuati dei lavori da parte dei suoi operai.

«Non ho contezza di aver mai interrogato il Restuccia, poiché io andai via da Vibo Valentia nel 1989, né ho contezza del fatto che Restuccia abbia commesso reati quando ero a Vibo e non ricordo di averlo mai convocato come imputato o altro». Ma oltre all’aspetto temporale, c’è anche qualche altro particolare che renderebbe “incredibile” la versione dell’imprenditore captata nel corso di una intercettazione. «La casa di cui si parla - ha aggiunto il sindaco Costa - non è di mia proprietà. Ma è di mio suocero, costruita intorno al 1968. E’ una casa in cemento armato, senza tegole, ma con un ampio terrazzo. Basterebbe ciò a far capire che nessun intervento per una lesione ad una trave avrebbe mai potuto essere richiesto». Oltre ciò, e per fugare ogni qualsiasi, eventuale, ulteriore dubbio, il sindaco ha fatto sapere di aver presentato una querela, chiedendo anche all’Autorità Giudiziaria copia delle trascrizioni delle intercettazioni.