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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

Alza il tiro la criminalità, ma non intende abbassare la testa il Vibonese. E certo, non intende rassegnarsi alla violenza il segretario della Cgil, Luigi Denardo che “chiama” la società civile e la politica a rispondere con un rinnovato senso di legalità e giustizia da opporre alla cultura mafiosa. Dopo l’ennesima intimidazione sul territorio, infatti, il sindacalista analizza quanto sta accadendo, con «la pressione e l’influenza esercitate dalla criminalità organizzata sul territorio della provincia vibonese che sono sempre più forti». Una situazione che «sta peggiorando rapidamente» e per Denardo «preoccupanti sono i fenomeni criminali, come gli atti intimidatori e gli attentanti che la cronaca di queste ultime settimane ha registrato». La consapevolezza della Cgil, però, è che «dove c’è la ‘ndrangheta non possono esistere diritti, lavoro e sviluppo. Di più – incalza - siamo ben consci che l’insistenza della criminalità danneggia fortemente un’economia fragile e già fortemente stressata da una crisi strutturale che ne impedisce ogni ripresa». denardo2

In tal senso, il sindacato esprime «solidarietà a quanti in queste settimane sono state vittime di questi deprecabili fenomeni, particolarmente ai lavoratori che con quotidiana fatica ed impegno, proprio attraverso il loro lavoro, provano ad affermare una sana cultura della legalità e dei diritti. Come lo fa la Cooper Poro, nel suo valido sistema cooperativo, che rende direttamente protagonisti i lavoratori nel fare impresa» ma esprime anche vicinanza alle «forze dell’ordine, alla magistratura e alle istituzioni dello Stato che si adoperano per contrastare la ‘ndrangheta, le sue azioni criminali e l’illegalità diffusa nel nostro territorio. Anche per questo – aggiunge il segretario - il nostro plauso va al prefetto Guido Longo, il quale da subito si è attivato disponendo l’intensificazione delle misure di vigilanza dei territori interessati, attraverso mirati e straordinari controlli da parte delle forze dell’ordine, pianificando mirate attività di prevenzione. Ma sappiamo che solo questo non può bastare». E, in questa direzione, è dalle parole del Prefetto che riparte la Cgil, nella convinzione che «l’illegalità si combatte coinvolgendo anche attivamente la società civile. Crediamo dunque – conclude - non sia più procrastinabile l’esigenza di lavorare ad progetto comune che coniughi strumenti di prevenzione e strumenti di inclusione sociale: oltre alla repressione ed alla prevenzione, è necessaria una risposta della politica e della società civile per creare ed incentivare la cultura della legalità».