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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

pd conferenza primarie

di ANTONIO CALLA'

E’ difficile dare torto a Enzo Insardà, segretario provinciale del Partito Democratico vibonese, quando ammette, senza alcuna velata ipocrisia: «Chi avrebbe vinto le primarie già si sapeva. La vera incognita era il numero di quanti si sarebbero recati al voto». Sarà per questa ragione, che stamattina, a tre giorni dalle primarie, ha voluto incontrare la stampa in una atmosfera piuttosto informale, senza alcuna particolare enfasi, e, soprattutto, senza alcun convitato blasonato da far accomodare al tavolo della presidenza ed una pletora di rappresentanti renziani.

Non che non contino quei quasi 13mila elettori che si sono recati alle urne delle primarie, sparse un po' ovunque nella provincia vibonese, che in larga maggioranza hanno tributato la loro fiducia all'ex premier. No, c’è una ragione in più. Un carattere di stile. Una raffinatezza politica, se si vuole: la precisa volontà di non voler dare in alcun modo l’idea che gli sconfitti siano un avversario interno da umiliare. «Questa volta - spiega il massimo dirigente dem - le primarie si sono contraddistinte per la massima unità interna e la più assoluta trasparenza. A dimostrazione che il partito unito, anche se in mozioni o correnti tra loro differenti, riesce a cogliere il consenso dei cittadini. Per questo mi sento di ringraziare i rappresentanti locali delle mozioni di Orlando ed Emiliano, con i quali abbiamo collaborato serenamente, e con i quali, insieme, potremo costruire un grande partito con Renzi segretario, ma soprattutto con il contributo delle loro idee».

Nella sede storica di Via Argentaria, al fianco del segretario Enzo Insardà siede Lina Seva. Assente, ma per giustificati motivi di studio, la più giovane della componente renziana eletta: la diciannovenne Chiara Mirabello. Tutti e tre entreranno a far parte dell’Assemblea Nazionale del Partito. «Un grande prestigio per Vibo» - sottolinea ancora Insardà. Ma oltre ciò, è la partecipazione al voto che rimane l’unico elemento politico su cui formulare analisi. Ma non al ribasso. E se si prova a far notare il calo, probabilmente anche fisiologico, del consenso registrato, per i dirigenti democratici la lettura non è proprio questa. Tanto che anche i giovani - su cui anche le statistiche nazionali si sono soffermate per analizzare un voto espresso in sostanziale maggioranza da uomini e donne prossime all’età della pensione - per il Pd locale non è così. La gioventù ha smesso (almeno in questo caso) di essere una categoria politica.

«Quello di Vibo Valentia è un grande risultato - ha proseguito Insardà - raggiunto con una grande partecipazione popolare. Un risultato provinciale tra i più alti della mozione Renzi. E’ ovvio che ci siano state alcune zone critiche, su cui indagheremo meglio le ragioni, ma tutti sono stati liberi di partecipare, senza tra l’altro che ci siano state lotte intestine. La partecipazione è stata reale ed i dati lo dimostrano. Così come possiamo affermare che Chiara Mirabello è stata l’espressione di un voto giovane. Noi siamo stati e saremo ancora i protagonisti del cambiamento e questo voto ci restituisce una grande responsabilità. Servirà anche a rilanciare il partito riorganizzando i circoli e la classe dirigente. E lo faremo soprattutto impegnando i giovani del Pd e chi realmente vorrà lavorare».