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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

mensa ospedale generica

È l’ennesima storia di diritti calpestati. Quelli dei pazienti degli ospedali di Vibo Valentia e Tropea, ma anche quelli dei lavoratori del punto cottura dei due nosocomi, molti dei quali rischiano addirittura il licenziamento. A denunciare la gravità della situazione è Sinistra italiana, che in una nota parla di «ennesimo episodio in cui si intrecciano diritti e servizi, un mix che spesso nel Vibonese esprime risultati insoddisfacenti per i cittadini».

E ripercorre la vicenda: «Da ormai un anno il punto cottura del presidio ospedaliero di Vibo è stato chiuso su ordinanza dei Vigili del fuoco e dal gennaio scorso, in seguito a una visita ispettiva del dipartimento prevenzione Asp, si è aggiunto anche quello di Tropea. Il tutto a scapito dei malati, poiché la preparazione dei pasti è effettuata presso il punto cottura di Serra San Bruno, trasportato e consegnato presso gli ospedali di Vibo e Tropea dopo un percorso lunghissimo.

In questa situazione di precarietà, la ditta Dussmann, che ha in gestione i servizi di ristorazione, ha colto la palla al balzo e il 13 gennaio ha comunicato alle organizzazioni sindacali di categoria l’avvio della procedura licenziamento collettivo per riduzione del personale pari a 13 lavoratori espressi in termini di full time: ciò vuol dire che su 31 lavoratori in forza, pochissimi dei quali a tempo pieno, dovrebbero esserne licenziati oltre ventuno. La Filcams Cgil sta difendendo i lavoratori, che, esasperati, sono arrivati al punto di annunciare una giornata di sciopero per il 31 marzo. A questo punto la palla passa all’Asp, che deve assumersi le sue responsabilità; il punto cottura di Tropea potrebbe essere riaperto nei prossimi giorni, mentre a Vibo si potrebbero individuare dei nuovi locali in cui realizzare un nuovo punto cottura.

Confidando nel senso di responsabilità di tutte le parti in causa, Sinistra italiana - conclude il comunicato - auspica che presto si dia attuazione ai progetti annunciati ed esprime la sua vicinanza e solidarietà ai lavoratori; la loro è una battaglia che va a tutelare anche la qualità dei servizi ospedalieri, un diritto di tutti quelli che si fanno curare nelle strutture del vibonese».