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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

 mensa poveri

Niente mensa dei poveri. Ha deciso, infatti, di opporsi la maggioranza di palazzo “Luigi Razza” e dare il suo voto contrario all’ordine del giorno presentato in Aula ieri da Antonio Lo Schiavo e Loredana Pilegi. E se, infatti, la Pilegi aveva illustrato la finalità della proposta, chiedendo di dare «un segnale e tendere la mano verso il disagio che una larga fascia della popolazione vive», dal canto suo, la maggioranza ha deciso di “affidarsi” al sindaco Elio Costa e all’assessore alle Politiche sociali, Lorenza Scrugli, che hanno illustrato il loro percorso e un progetto che sembra essere stato già messo nero su bianco. Grazie a 30mila euro di fondi recuperati da un finanziamento che si stava rischiando di perdere, infatti, gli amministratori hanno pensato di dare un contributo alla mensa della Sacra famiglia che è già attiva. Quindi, il sindaco e l’assessore hanno spiegato di essere già in contatto con don Furci e con i volontari che si sono costituiti in associazione. Un progetto che, di fatto, consentirebbe alla mensa di avere circa 20 pasti al giorno per sei mesi e che necessiterebbe dell’assunzione di un cuoco, per circa 7mila euro annue.

Un percorso non condiviso dall’opposizione che non ha mancato di manifestare i suoi dubbi. In primis, Antonio Lo Schiavo che ha sottolineato «come si stesse andando oltre, anche perché – ha spiegato – sarebbe necessario un bando per procedere». E dubbi ha sollevato anche Antonia Massaria che ha chiesto «che venga chiarito cosa si pagherà con quelle 30mila euro».

Non aveva dubbi ma solo certezze, invece, la maggioranza che ha rispedito al mittente tutte le accuse dell’opposizione, additata quale «populista e strumentale». In questa direzione, il capogruppo dei Liberali per Vibo, Claudia Sarlo, ha spiegato che avrebbero votato no alla proposta «perché siamo sicuri che il sindaco concretizzerà in maniera migliore il tutto. Oggi noi – ha aggiunto – stiamo dando una risposta alla città». Una risposta che non è piaciuta al capogruppo del Pd, Giovanni Russo, che invece ha rimarcato come «con questo atteggiamento è stato svilito il Consiglio. Ancora una volta non è stato riconosciuto il ruolo dell’opposizione che aveva avanzato una proposta ed era stata propositiva verso la città. Per voi questa Aula resta un luogo di ratifica di scelte prese altrove». E non ha fatto sconti neanche Lo Schiavo:  «Il Consiglio – ha sottolineato – deve produrre atti di indirizzo ma qui si continua a non farlo, quella di oggi era una proposta neutra, un segnale verso la città e ora non resta che trarne le conseguenze».

Amareggiata per l’andamento dei lavori, soprattutto Loredana Pilegi, che ci aveva tenuto a precisare che si trattava di una proposta che avrebbe dovuto unire tutti, «a noi non interessa la cornice ma solo che si realizzi questa mensa di cui Vibo ha bisogno, perché sono tanti gli indigenti, le persone che in silenzio non arrivano a mettere insieme un pasto». Non troppi, invece, per qualcuno della maggioranza, mentre si trattava di un ordine del giorno «superfluo» per Rosanna De Lorenzo del gruppo Liberamente, «considerato che già il sindaco si è adoperato per la mensa».

Un percorso più stabile, invece, era quello chiesto dall’opposizione. Un modo per dare una risposta più concreta, pensando ad un progetto per dare stabilità alla mensa. Un modo per ridare vita e forma a quel lavoro che mons. Fiorillo portava avanti con il Samaritano.

Oggi, però, non è stato possibile. «Un film già visto» ha spiegato Lo Schiavo. In attesa di conoscere la fine e soprattutto sperando che i protagonisti e le “cause” da perorare non siano sempre le stesse e per pochi…