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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

pd insarda

La mossa di Antonio Lo Schiavo lascia dietro di sé qualche perplessità ma soprattutto tante certezze per il segretario provinciale del Pd, Enzo Insardà. Perché se ieri mattina, l’esponente della minoranza Pd ha presentato in conferenza stampa il nuovo gruppo consiliare - ufficializzato nel pomeriggio in Consiglio comunale - su tempi e modi è intervenuto lo stesso Insardà in serata, per ristabilire la “verità” e ribadire che se qualcuno non ha fatto la sua parte di certo non è stato né lui né il Pd. 

E anzi, nel fare un appello degli “assenti”, Insardà annota che sono quelli che oggi formano il nuovo gruppo. Insomma, il re è nudo e per il segretario del Pd ora emergono i reali obiettivi. Scelte che rimandano ad una «coerenza» solo proclamata e che, a quanto pare, dà forma ad un trasversalismo che neanche troppo timidamente per Insardà aveva visto Lo Schiavo protagonista a “braccetto” con la maggioranza di palazzo “Luigi Razza”.

Quindi, ripercorrere le tappe e, in primis, precisa di essere «segretario provinciale da fine luglio», spiegando di essersi speso sin dalla sua elezione «su tutto il territorio provinciale ed in particolar modo sulla città di Vibo Valentia per ricomporre quelle fratture e quelle divisioni scaturite  dall’ultimo congresso provinciale». E proprio per «ritrovare uno spirito unitario ed in particolare nel gruppo consiliare cittadino il sottoscritto - prosegue - ha  partecipato più volte a riunioni dei consiglieri comunali del Pd, gentilmente invitato dal capogruppo, e per le quali ho sempre preteso che fosse invitato tutto il gruppo. Mi è sempre dispiaciuto - chiosa - constatare che gli assenti, sempre regolarmente convocati, sono sempre stati proprio quelli che oggi formano questo nuova formazione politica»

E, in questa direzione, rileva come «in questi incontri, diversamente da quanto si vorrebbe lasciare intendere, si è sempre discusso delle problematiche della città anche con riferimento alle attività consiliari. Non si riesce, quindi, a comprendere il perché - incalza - il nuovo gruppo voglia trovare la propria ragione di vita nella mancanza di discussione all'interno del Pd».

Da qui, la consapevolezza di Insardà: «Certo, alla luce di tali recenti atti ed avvenimenti, ora finalmente emerge con chiarezza la reale motivazione delle scelte» e per lo stesso «è sotto gli occhi di tutta la cittadinanza che proprio chi vanta coerenza a parole ha intrapreso per le elezioni provinciali, con la conseguente scelta dei componenti di questo gruppo consiliare di votare alla Provincia un candidato rappresentante l’attuale maggioranza di centrodestra del Comune di Vibo Valentia. È palese che in questi due anni di amministrazione qualche consigliere del nuovo gruppo in Consiglio non ha fatto altro che cercare di destabilizzare l’opposizione, inseguendo protagonismo e visibilità personale, cercando scorciatoie politiche alla politica reale». 

Parole dure quelle rivolte da Insardà a Lo Schiavo e al nuovo gruppo, e «allo strano ed anomalo strabismo dei consiglieri formalmente progressisti ma sostanzialmente a sostegno dei conservatori», il Pd intende contrapporre «la nostra serietà ed oggettiva coerenza con il progetto di creare a Vibo una alternativa credibile-seria-autonoma e partecipata  al centrodestra. Al nuovo gruppo - conclude - auguriamo di fare altrettanto ma per finire faccio presente che le regole si osservano non si proclamano. E valgono quando si è maggioranza allo stesso modo di quando si è minoranza». Insomma, sembra essere finito il tempo della diplomazia in casa Pd e il messaggio inviato è chiaro e diretto.

sm