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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

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La protesta a qualcosa è servita perché le condizioni dell’acqua sono migliorate, solo in parte, però, tant’è vero che, «anche se a fase alterne, in molte case continua ad arrivare ancora sporca e maleodorante». A Santa Domenica di Ricadi, perciò, l’attenzione del Comitato costituito ad hoc resterà alta, soprattutto perché sono troppe le incongruenze ed i dubbi da dissipare, non ultimo quello sulla ragione per cui il Comune abbia deciso, «ottenute le prime analisi “negative”, di revocare l’ordinanza di divieto dell’utilizzo dell’acqua per fini potabili, lasciandola in vigore solo relativamente all’unica fontana pubblica esistente in paese, ed in precedenza fonte primaria per i prelievi di routine, oggi spostati all’uscita del serbatoio comunale».

Più volte il comitato ha esortata la casa municipale ad maggiore prudenza presagendo i «problemi che nel corso del tempo puntualmente si sono verificati. Più volte è stato invocato uno screening per verificare le condizioni della rete idrica al fine di accertare o escludere le cause del perdurare dei disagi», ma nulla di veramente rassicurante sembra essere stato messo in atto.

Intanto la Sorical si è scrollata di dosso tutte le responsabilità, garantendo la qualità del prezioso liquido, seguita a ruota dagli stessi amministratori che sono arrivati addirittura a farsi immortalare mentre brindavano con l’acqua appena attinta alla fonte Medma con il proposito di convincere i cittadini. La cosa non è riuscita, però, vero è che in tutti i territori limitrofi sono state adottate scelte diverse, ad iniziare da Tropea, dove è stata reintrodotta l’ordinanza, passando per Joppolo che sta mantenendo da giugno il divieto d’uso e finendo a Nicotera, i cui residenti sono ancora sul piede di guerra.

«Riteniamo che sia giunta l’ora – scrivono per l’ennesima volta i componenti del Comitato - di dare risposte certe ai cittadini, i quali hanno il diritto di sapere perché, nonostante le analisi ne decretino la purezza, l’acqua spesso continui a giungere nelle case sporca e fetida. I cittadini hanno diritto di sapere se la responsabilità è imputabile alla fonte o alle condotte di distribuzione per come sostiene la Sorical e soprattutto hanno diritto di sapere cosa si intende fare in concreto per risolvere definitivamente il problema. Non vogliamo dire la fatidica frase “avevamo ragione” – proseguono - siamo consapevoli che ciò non serve a nessuno, ma, con spirito di collaborazione e senso di responsabilità, riteniamo sia giunto il momento di accogliere le proposte più volte avanzate da questo comitato. Ribadiamo, tra l’altro, che è necessario effettuare, a brevissimo, una serie di analisi straordinarie che vadano oltre quelle di routine, al fine di scartare eventuali ulteriori rischi per la salute e contemporaneamente effettuare uno screening sulla rete idrica comunale, oltre a più campionamenti nei vari rioni piuttosto che al solo controllo al serbatoio che potrebbe inficiare il reale esito delle analisi. Riteniamo infine che sia necessario fare chiarezza anche sulla presenza, registrata mesi addietro nei pressi dello scarico del depuratore di San Nicolò, di mercurio e metalli pesanti al fine di comprenderne la provenienza».