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  • Ultimo aggiornamento: 23 Giugno 2017, 13:54:48.

mileto presepi 3

di GIUSEPPE CURRÀ

Mileto città dei presepi, si potrebbe sintetizzare così il Santo Natale nella sede della più antica diocesi di rito latino del meridione d’Italia. Percorrendola ancora oggi, alla vigilia dell’Epifania, quello che, infatti, più colpisce i visitatori è la consistenza e la fattezza delle varie rappresentazioni della natività. Realizzazioni artistiche, sparse lungo l’assetto urbano realizzato a Campo romano all’indomani del terremoto che, due chilometri più in là, nel 1783 aveva raso al suolo l’antica capitale normanna.

Tre i presepi che, nello specifico, fanno bella mostra all’interno o nei pressi delle varie chiese. Il più imponente è, sicuramente, quello realizzato da un nutrito numero di volontari nella navata sinistra della Basilica-Cattedrale. Una ricostruzione della natività di circa 20 metri di lunghezza, ammirata in questo periodo da centinaia di fedeli provenienti da tutta la provincia di Vibo Valentia.

Basta spostarsi di qualche centinaio di metri per prendere contezza dell’altro bel presepe realizzato, in questo caso dalla confraternita di San Michele Arcangelo, nella piazzuola dell’omonima chiesa. Un’opera, anch’essa di alto livello artistico, arricchita dai pastori in terracotta plasmati anni fa dal compianto maestro-artigiano Nicola Bertuccio.

Infine, a completare il quadro, la rappresentazione della natività sorta quasi per incanto nella chiesa della Badia dalle sapienti mani del “summastru” Franco Valente. Un vero genio del modellismo, che quest’anno è riuscito ad incastonare la Sacra famiglia in scorci di paesaggio della città nell’anno mille elevata da Ruggero I d’Altavilla a capitale della propria contea, in questo caso arricchita del “fumaloru” del “Ciaramadiu”, la fabbrica di laterizi chiusa negli anni ottanta dopo aver dato lavoro ad intere generazioni di miletesi.