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  • Ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2017, 11:58:38.

gay nozze

Non si placano le polemiche dopo la celebrazione della prima unione civile a Pizzo. Così se in tanti hanno voluto manifestare la propria soddisfazione, c’è chi continua a puntare il dito contro il sindaco e contro la scelta di celebrare le nozze tra due omosessuali. E per Igor Colombo, coordinatore regionale di “Azione identitaria Calabria”, «la celebrazione del matrimonio gay nel comune di Pizzo in provincia di Vibo Valentia, rappresenta la fine della nostra civiltà e della nostra tradizione, cui segue l’abbrivo della dissoluzione della cellula più importante della società che è la famiglia». In particolare, per Colombo «che sia stato il sindaco in persona a dare seguito ad una innaturale legge come la Cirinnà  e mettendo il sigillo legale ad una coppia omosessuale, è un chiaro segnale  di come certe manifestazioni  assurgano a devianze politiche  e che vanno anche contro a quella Costituzione italiana tanto amata e difesa dalla maggioranza degli italiani nel referendum dello scorso dicembre che, appunto nel suo art. 29, sancisce il fondamento giuridico e morale della società naturale fondata sul matrimonio».

Un netto no, quindi, del coordinatore di Azione identitaria Calabria, che aggiunge: «Il comportamento assunto dal sindaco Callipo mi fa ricordare come quando nel basso impero romano ad un certo punto e per un dato periodo, i governanti non si occupavano più dei problemi del popolo e del territorio ma privilegiavano piccoli apparati ristretti e potenti di persone. Questa è una vera e propria preferenza di costumi sessuali che il sindaco ha attuato e poco importa se ci si nasconde dietro all’attuazione di una legge come la Cirinnà, in quanto la valenza e la forza propagandistica attuata dalla macchina comunale per tale evento è la rappresentazione plastica di una classe politica che ha perso di vista i reali problemi delle famiglie sul nostro territorio. Davvero imbarazzante – conclude - poi il silenzio dell’autorità ecclesiastica locale rispetto a tale celebrazione, che seppur legittima purtroppo da un punto di vista legale, di sicuro non può esserlo da quello della legge divina e naturale, una pericoloso percorso che porta lentamente verso la distruzione della famiglia con la volontà di sostituirla con surroganti, frutto di un indottrinamento che porta solo ad una società priva di valori fondanti e di identità».