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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

Zambrone PiazzaVIIIMarzo

«Intervento razionale ed appassionato allo stesso tempo». È stato il primo cittadino di Zambrone, Corrado L’Andolina, a palare delle vicende di piazza VIII Marzo, recentemente oggetto di una discussione politica sul suo eventuale restauro e già interessata ad alcuni interventi.

Il primo cittadino ha ripercorso l’excursus delle vicende collegate alla piazza. Il progetto, decisamente avveniristico, venne ideato nel 1984 e poi realizzato tra il 1986 e il 1987. La piazza avrebbe dovuto rappresentare il fiore all’occhiello della comunità. «E invece, in parte a causa di alcuni interventi in cemento armato (palestra e ampliamento del municipio), in parte a causa della totale assenza d’interventi manutentivi, il progetto originario venne cancellato e la piazza versa attualmente in condizioni di evidente e gravissimo degrado».

Tale situazione, a giudizio del sindaco, è una delle cause della progressiva desertificazione del centro abitato. Corrado L’Andolina ha posto l’accento su quella che fu l’idea di fondo, di matrice vitruviana, della piazza, delineata dai suoi progettisti, Anna Benedetto, Natale Russo e Francesco Suraci nei seguenti termini: utilitas, firmitas, venustas. Puntuali e costanti i riferimenti alla relazione introduttiva del relativo progetto. Tradita, a suo dire, la base progettuale della piazza: che puntava sul verde come «materia di allestimento della scenografia urbana».

Delineate anche quelle che saranno le misure d’intervento, durante il mandato, volte a ripristinare, «nei limiti del possibile, l’originaria armonia del disegno e dei percorsi della Piazza VIII marzo». Fra le opere promesse, «la creazione di una nuova statua, il rifacimento dell’impianto elettrico, il ripristino dei marmi e un parco per i bambini». Fra gli altri punti all’ordine del giorno, le comunicazioni del sindaco in cui si è soffermato sulle ragioni «del modesto aumento dei parcheggi alla marina (necessario per l’aumento dei relativi servizi) e dell’impossibilità giuridica di effettuare esenzioni o agevolazioni per i residenti perché espressamente vietate dalla Corte dei Conti». Via libera, infine, alla riscossione coattiva delle entrate comunali all’Agenzia delle entrate.