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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

«Sapere che il processo nei confronti di chi si è macchiato di un delitto orrendo come il disseminare rifiuti pericolosi sul nostro territorio sta per andare in prescrizione per lentezze burocratiche mi addolora profondamente. Giornalmente nella mia missione di prete mi ritrovo a fare i conti con l’alta incidenza di tumori nella zona e, conseguentemente, con tante persone che lottano per malattie provocate da questi veleni. Sentire tutto ciò, quindi, mi dà veramente fastidio».

dicarlo mimmo donUn misto di rabbia, frustrazione e delusione, questo si legge nelle parole di don Mimmo Dicarlo, parroco della cattedrale di Mileto da sempre impegnato nella difesa dei più deboli. Un senso di scoramento, che nel battagliero sacerdote non prevale certo sulla voglia di combattere e di chiedere giustizia. Argomento affrontato, in questo caso i risvolti susseguenti all’inchiesta “Poison” della Procura della Repubblica di Vibo, la quale anni fa aveva portato alla luce uno smaltimento illecito di metalli pesanti, provenienti da tre centrali Enel, in località “La Tranquilla” di San Calogero. Nei giorni scorsi, al riguardo si è registrato l’ennesimo rinvio di un’udienza. Un dettaglio che, in concreto, fa sì che i reati vengano nei prossimi giorni dichiarati prescritti, e che, quindi, al di là del nome non si possa stare per nulla “tranquilli”.

«Proprio in questo periodo - aggiunge amareggiato don Dicarlo - delle bambine del nostro comune stanno lottando insieme alle loro famiglie per cercare di sconfiggere la leucemia. E sapere che il lavoro svolto dalla magistratura in questi anni per smascherare le persone coinvolte nel traffico di ben centotrentamila tonnellate di rifiuti pericolosi interrati alle porte di Mileto, tra pochi giorni diventerà carta straccia mi fa veramente arrabbiare. Ringraziamo la Procura della Repubblica di Vibo Valentia per aver portato alla luce quella che lei stessa definisce la più pericolosa discarica dei veleni d’Europa. Al contrario, però, stigmatizziamo senza mezzi termini e definiamo vergognosi i continui rinvii delle udienze del processo che oggi stanno portando a far sì che il reato di illecito smaltimento di sostanze effettuato tra il 2000 e 2007 sul territorio di San Calogero venga cancellato, e che, quindi, nessun colpevole venga condannato. Di tutta questa vicenda la cosa ancor più grave – conclude - è che, a tanto tempo dalla scoperta del materiale interrato, nessun intervento di bonifica sia stato effettuato o, almeno, programmato nella zona. Come se i lutti e le tragedie provocate dall’alta incidenza di tumori che da anni si registrano nell’area e nei paesi vicini, non riguardino e non tocchino nessuno».