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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

santonofrio comune

Sono ancora sul piede di guerra le opposizioni consiliari del Comune di Sant’Onofrio. E nel mirino, ancora una volta, la maggioranza guidata dal sindaco Onofrio Maragò, nello specifico il presidente del consiglio Giuseppe Ruffa, accusato di «voler espropriare il ruolo del consiglio comunale» e di non essere «adatto» al ruolo di chi deve gestire «un confronto democratico».

Parole dei gruppi Insieme per la rinascita (Salvatore Bulzomì e Giuseppe Arcella) e Per Sant’Onofrio (Pietro Lopreiato e Paolo Riga), i quali sottolineano come «dopo mesi di infuocati dibattiti su problematiche, quali quelli che riguardano l’accoglienza di migranti/rifugiati e la realizzazione di una mega discarica consortile, il geniale presidente non avverte mai il bisogno morale di convocare un consiglio comunale per aprire un confronto ed esporre alla cittadinanza scelte che certamente incidono sul destino di una comunità. Egli non sa e non capisce che una politica che non sa ascoltare o che non coltiva le diversità di opinioni, certamente ha il fiato corto e arriverà alla fine.

Per ultima, la convocazione di una conferenza dei capigruppo nella quale introduce “una valutazione su richiesta di inserimento all’ordine del giorno della discussione su temi di interesse generale” fatta dalla minoranza consiliare. Roba incomprensibile, ha poi comunicato agli stessi consiglieri di opposizione richiedenti la convocazione di un consiglio comunale aperto sulla questione della discarica consortile, che “il regolamento del consiglio comunale non prevede la formula della discussione così come indicata nella richiesta”. Come dire la discussione su questi temi fatela magari al bar, a casa o in riva al mare!

Egli - attaccano ancora i quattro consiglieri - gioca con l’istituzione consiliare, noi esigiamo il rispetto e l’osservanza di tutte le prerogative. Le qualità di condurre l’assise consiliare che rappresenta l’unità del paese o si hanno o non si hanno. Per questo non può più continuare a fare il presidente di un consiglio di una comunità che merita una diversa e rispettosa rappresentanza.

Non può decidere come vuole di inserire o meno un argomento o finalmente stabilire di procedere alla nomina di un vicepresidente del consiglio obbligatorio per statuto, dopo dieci mesi e soprattutto non può offendere dignità ed intelligenza altrui».

Da qui l’annuncio dei due gruppi che «per protesta non parteciperanno alla sessione del bilancio 2017, non avalleranno nessuna azione di restringimento degli spazi della democrazia e si affidano al buon senso degli altri consiglieri per il ripristino delle regole del vivere civile. Si fa davvero fatica - concludono - a pensare che a tutto ciò non ci sia un rimedio e che non possa essere sviluppato un sereno e vantaggioso confronto sulle problematiche che affliggono la nostra comunità».