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  • Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2017, 22:31:17.

premio apostoli fanciulli donfiorillo rombola

Si è rinnovato l’appuntamento con la manifestazione “Apostoli dei fanciulli”, giunto alla sesta edizione, nel nome dell’impegno per l’affermazione dei diritti dei bambini. Un momento importante per richiamare la necessità di portare avanti un’opera di impegno e di responsabilità sui diritti dei bambini di fronte alla drammatica esperienza che milioni di minori vivono nel mondo. Insomma, un impegno per l’avvenire delle nuove generazioni. E con questo spirito l’associazione culturale Alighistos, la parrocchia di San Nicola (frazione di San Nicola de Legistis, comune di Limbadi), hanno istituito il “Mese del fanciullo” (6 dicembre – 6 gennaio) nel 2009, anno in cui c’è stata la ricorrenza di 20 anni dall’approvazione da parte dell’Onu della Convenzione internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Nel corso di questi anni, insieme all’Accademia musicale “Amadeus” e in collaborazione con la delegazione vibonese di Italia Nostra, l’associazione  culturale “Zaleuco” (Messina-Vibo Valentia) e l’associazione musicale “Bach” di San Calogero, sono stati organizzati diversi eventi per cercare di sensibilizzare la coscienza collettiva su questioni importantissime come la giustizia sociale, il rispetto dell’ambiente, la lotta contro ogni forma di discriminazione verso i minori e della violazione dei diritti inalienabili e intangibili dell’essere umano.

In questo quadro di impegno e di riflessione, nei giorni scorsi a Palmi si è svolta la VI edizione de “Gli apostoli dei fanciulli (salone Pio X, Concattedrale), iniziativa che accompagna il “Mese del Fanciullo” per dare più risonanza all’impegno delle persone che in silenzio, quotidianamente, cercano di dare delle risposte ai tanti e diversi disagi delle famiglie e delle persone più deboli. Come tutte le precedenti edizioni, la manifestazione ha unito la musica, il canto e le arti espressive, con la riflessione su questioni importantissime come la giustizia sociale, il rispetto dell’ambiente, la lotta contro ogni forma di discriminazione verso i minori e della violazione dei diritti inalienabili e intangibili dell’essere umano. L’edizione di quest’anno è stata caratterizzata dal “Concerto di Natale” con i giovani allievi di canto dell’Accademia musicale Amadeus di Palmi Antonio Luverà, Chiara Coppola, Dafne Spinelli, Fortunata Gentile, Caterina Calluso, Serena Pontieri. Sono tutti giovani che hanno partecipato a diversi concorsi canori a livello nazionale, come il Festival San Remo Junior (l’edizione 2016 ha visto l’affermazione di Chiara Coppola). A presentare la serata Rosanna Cannizzaro, ormai madrina della manifestazione.

A caratterizzare il concerto, inoltre, la consegna del riconoscimento come “Apostoli dei fanciulli 2016”, che è stato assegnato anche a mons. Giuseppe Fiorillo, coordinatore di Libera. Nella motivazione è stato messo in luce che il sacerdote, per tanti anni parroco a San Leoluca, ha svolto il suo apostolato sempre accanto ai bisognosi, pronto nell’aiuto verso i poveri e verso chi vive un disagio, coniugando il messaggio evangelico all’impegno sociale. Inoltre, il riconoscimento è stato consegnato alla Fondazione “Letterio Giordano” che opera nella Repubblica di Guinea in Africa, alle associazioni “La danza della Vita” e “Camminiamo Insieme" di Palmi, e al Gruppo "Catechiste nel Cuore" della Parrocchia San Nicola, tutti operanti a Palmi.  

Particolare commozione è stata vissuta dalle persone che hanno ritirato il riconoscimento, comunicando una forte sensibilità, vera protagonista della loro opera di generosità nell’andare incontro alla richiesta di aiuto sia dei grandi che dei più piccoli, nei diversi campi. Come ad esempio i volontari della “La danza della vita” che stanno vicino ai malati oncologici o gli associati di “Camminiamo insieme”, portata avanti con passione e impegno dalla sua presidente Maria Calogero e dalle tante famiglie che accolgono i bambini che provengono dalla Bielorussia, che oltre alle problematiche causate dalle radiazioni nucleari, vivono il dramma dell’abbandono.

Le finalità e i propositi che hanno mosso l’associazione culturale Alighistos, la parrocchia di San Nicola con l’impegno del parroco, don Francesco Pontoriero, e l’Accademia musicale Amadeus, sono state spiegate da Nicola Rombolà, presidente della associazione culturale Alighistos. Dopo aver illustrato i motivi di carattere umano, sociale, etico, spirituale, Rombolà ha messo in luce il dramma che stanno vivendo milioni di minori sui diversi fronti caldi del mondo, ma anche in Italia. In particolare, ha fatto riferimento ai Paesi dove le guerre disseminano spietati massacri grazie alle armi che vengono prodotte dalle industrie belliche di diverse nazioni europee, spingendo una moltitudine di disperati a lasciare la propria terra. «In questa tragica realtà – ha sottolineato - ad essere vittime predestinati sono i più piccoli. Secondo i rapporti messi in rete da organizzazioni Ong come Unicef e Save Children, sono oltre 50 milioni i minori non accompagnati che sono stati costretti a migrare; ma anche nella civilissima Italia ci sono un milione e 200 mila bambini che vivono in povertà assoluta. Si tratta quindi di numeri spaventosi causati dalle guerre e dalle fortissime disuguaglianze che sono diventate più spaventose nell’era della cosiddetta globalizzazione, mentre i conflitti (continuano ad insanguinare le terre e a devastare la vita di poveri innocenti». Di fronte agli stratosferici interessi delle industrie belliche, che lucrano con le guerre (i profitti delle armi sono una voce importante per la crescita del tanto adorato Pil), ha sottolineato ancora il presidente dell’associazione Alighistos, ogni appello e tentativo sembrano vani. «Soprattutto – ha proseguito - l’attuale sistema economico e produttivo favorisce la concentrazione in poche mani di enormi disponibilità finanziarie, creando una esponenziale povertà, come dimostrano i dati in crescita in Italia, con cinque milioni di cittadini che vivono nella povertà assoluta. In un quadro del genere la lotta per i diritti e la tutela dei minori diventa sempre più difficile da portare avanti, e il Governo dimostra di essere più sensibile e preoccupato di tutelare gli interessi degli istituti bancari e degli investitori che i disagi di tanta parte delle popolazione (come dimostra la vicenda del Monte dei Paschi di Siena). Al fondo agisce il modello su cui si regge questo sistema neoliberista e  plutocratico che alimenta, non solo ingiustizie, violenza e violazioni, ma criminalità, corruzione, egoismo, individualismo, indifferenza. Al centro mette solo gli interessi personali e familistici di pochi soggetti, trascurando la dimensione umana e collettiva». Rombolà, quindi, nell’illustrare questa drammatica situazione, ha poi posto l’attenzione sulla necessità e l’urgenza di costruire diversa visione della vita, che deve essere fondata sul valore sociale, culturale e spirituale del “dono”, come impegno per cercare di migliorare le condizioni delle persone e delle famiglie più sofferenti, ma anche come offerta di una parte di sé verso il bene della collettività e dell’Altro. «Se non si riscopre il significato profondo del dono - ha ribadito il presidente dell’associazione Alighistos - difficilmente si potrà sperare di invertire questa rotta disumana che porterà l’uomo all’inevitabile autodistruzione».  

Questi temi sono stati ripresi dall’intervento di don Silvio Misiti, (parroco della Concattedrale di Palmi e cappellano del super carcere di Palmi) che ha espresso la sua gioia di rivedere mons. Fiorillo, vecchi compagni di seminario a Reggio. Il sacerdote ha voluto mettere in luce alcuni valori importanti che devono segnare il percorso sociale, esistenziale e spirituale delle persone e delle comunità. Riprendendo le parole di Rombolà sul dono, don Misiti ha affermato che «il dono più bello non siamo noi a darlo ai bambini, ma sono loro a darlo a noi». Ci deve essere innanzitutto un impegno per il rinnovamento della società, ha inoltre spiegato don Silvio, «che passa proprio attraverso il messaggio che i bambini danno a noi». Poi, con riferimento all’esperienza vissuta con i bambini in realtà molto difficili come quella del carcere, ha fatto presente che il carcere crea un trauma nei più piccoli per lo stacco improvviso dal padre: «Quando entro e vedo i bambini cerco di accarezzarli, perché non hanno l’amore e l’affetto che dovrebbero ricevere. Per loro il mondo è ostile e manifestano paura verso la società e gli altri». Il sacerdote che da tanti anni è impegnato nel campo del disagio sociale con l’attività dell’associazione di volontariato “Presenza”, a conclusione del suo significativo intervento, ha infine ribadito che «se noi dobbiamo dare un nuovo messaggio all’umanità, anche la più difficile, deve avvenire attraverso i bambini».