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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

Hanno riflettuto sul senso del Natale, scritto delle lettere e cantato, sovvertendo nella tradizione la tradizione: niente recite e concerti, niente genitori ad applaudire e fare foto, in una sorta di “silenzioso” rispetto verso «quei bambini che non hanno più i genitori o hanno perso la vita in mare in un estremo tentativo di salvarla».

recita natale scuola

Nell’anno del Signore 2016, all’istituto comprensivo “Vespucci” di Vibo Marina la venuta del Messia è stata attesa e salutata così, nel tentativo di educare all’accoglienza in un modo completamente diverso grandi e piccini, in una città, in un porto in cui negli ultimi mesi sono arrivati migliaia e migliaia di migranti, da alcuni accettati, da altri respinti, e in un tentativo da parte della scuola, nel caso specifico guidata dalla dirigente Maria Salvia, di riappropriarsi del suo ruolo di fonte primaria dell’educazione e della formazione dei cittadini del futuro, cittadini ai quali insegnare che il «Natale - ha rimarcato la dirigente - non è il panettone, non è la recita, non sono i regali», ma è «stare insieme, è lottare per cambiare le sorti del mondo, è iniziare a pensare in maniera diversa ed in direzione dell’altro, degli altri».

La spiegazione all’accaduto - ovvero alla manifestazione natalizia "a porte chiuse" - insomma c’è e sembrerebbe aver preso corpo ancor prima nel tempo, negli anni, in continuità di un percorso ragionato e pensato, a differenza di quanti, invece, pare abbiano preferito attribuire la singolare decisione ad un episodio di "razzismo" verificatosi nella scuola primaria di Porto Salvo verso un bimbo di soli quattro anni venuto dall’Africa. La dirigente smentisce ed esorta a scardinare vecchi modi di fare per lasciarsi andare al senso profondo dell’integrazione, ma non tutti i genitori sembrano aver digerito e compreso la cosa, svelando l’accaduto - le proteste e la paura di alcuni genitori di altri bambini di Porto Salvo che il piccolo non fosse in una condizione sanitaria, vaccinazioni comprese, sicura - e la delusione per un appuntamento atteso soprattutto in considerazione dell’età dei bambini. Di più, sembra che qualcuno abbia provato a coinvolgere, forse sperando in una mediazione, il vice sindaco, non ottenendo, però, praticamente nulla.

Giusto? Sbagliato? Ad ognuno la facoltà di farsi un’idea ed esprimere un giudizio, senza dimenticare il dramma di chi è partito ed ha affronta il mare aggrappandosi semplicemente al salvagente della speranza.