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  • Ultimo aggiornamento: 23 Giugno 2017, 13:54:48.


desolata 2017 1Ogni anno un’emozione nuova. Ogni anno, una suggestione nuova. Lenta e silenziosa anche quest’anno, infatti, la “Desolata” ha celebrato il dolore, la ricerca. Perché è quella ricerca che dà forma al dolore, prima della Resurrezione, che si vive nella notte del Venerdì Santo. Dove il sacro incontra il mondo terreno, attraverso il dolore di una madre che non si rassegna. Dalla Chiesa di San Giuseppe, attraversando le vie del Carmine, e via via attraverso il centro cittadino e fin dentro l’ospedale per portare conforto agli ammalati.

È la processione della statua della Madonna, che tra le vie della città rievoca la ricerca della tomba del figlio Gesù da parte di Maria.

desolata 2017 2Dopo l’emozione delle Vare e la Chiamata dei Santi è, infatti, la Desolata, a chiudere prima del silenzio, in attesa della Resurrezione, le celebrazioni della Settimana Santa che culmineranno domani con l’Affruntata. Un viaggio che Vibo vive tra la Passione, la morte e la Resurrezione. Un viaggio nel quale la tradizione accompagna. Dove l’emozione è quella di ritrovare nel silenzio la pace di una fede che attende il Risorto. Nel buio terreno alla ricerca di una nuova luce, così nella processione della Desolata, dove ogni viuzza trasforma quella città. Accompagnano le note, che si fanno cupe nel cammino. Accompagnano e rendono meno faticoso il cammino. Così come è rigato dal dolore il volto della Madonna. Un volto che segui passo passo. Le sue piccole luci, il glicine che incornicia la Statua. Uno sguardo basso che riesce a illuminare in alto. Avanti e indietro, nelle vie, nelle strade come a dilatare un dolore da cui si trova la forza. È la fede. Quella che, ogni anno, porta i fedeli in preghiera a seguire la processione. Ogni anno come se fosse la prima volta. Per un mistero dove la tradizione incontra il sentire popolare. Dove è il silenzio a dare voce.

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