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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

 Bicinsieme memorial day 1

«A molti la denominazione dell’associazione “Quarto Savona 15” non dice nulla ma basta citare un poliziotto, Antonio Montinaro, e tutto diventa chiaro». È chiaro per quanti non devono rivolgere il pensiero al passato. Per quanti guardano avanti. E, nel futuro, sentono il profumo della libertà, della giustizia. Quella che passa dal nome di Antonio Montinaro. Lui che, insieme ai due agenti Vito Schifani e Rocco Dicillo, scelse la strada della giustizia. Sacrificando la propria vita. Loro erano la scorta del giudice Giovanni Falcone che, quel giorno, viaggiava insieme alla moglie Francesca Morvillo. I loro nomi sono scolpiti, i loro volti, i loro sogni in quell’auto accartocciata che ha fatto tappa anche a Vibo. Perché la “memoria in marcia” è un sentire che viaggia nel Paese per ricordare quel tragico 23 maggio 1992, nel 25esimo anniversario della strade di Capaci, e che l’associazione fondata da Tina Montinaro, vedova del caposcorta, ha deciso di portare tra la gente.

Non una celebrazione, ma memoria, riscatto. E la teca contenente l’auto della scorta di Falcone proprio in questi giorni è a Vibo ed è stata al centro del “Memorial Day”, ideato e pensato dal Sap, il Sindacato autonomo di Polizia, che anche quest’anno ha voluto «ricordare la memoria di quanti lottando per la legalità hanno perso la vita». Una cerimonia molto toccante alla presenza di Tina Montinaro, svoltasi nel piazzale della scuola di Polizia di Vibo Valentia alla presenza del segretario regionale del Sap Michele Granatiero e del vice segretario regionale Francesco Franza.

E in sella alla loro bici, hanno voluto esserci anche loro: un gruppo di ciclisti tedofori che hanno portato la fiaccola della memoria e della legalità, provenienti dalla Sicilia, in marcia per commemorare la memoria delle vittime di mafia e che al loro arrivo nella provincia di Vibo Valentia, a San Costantino Calabro, sono stati accolti da una rappresentanza del gruppo “Bicinsieme Paesaggi in Movimento”, di San Costantino Calabro, guidato da Raffaele Mancuso, che, in segno di solidarietà, hanno accolto i ciclisti per la staffetta della memoria e unitamente hanno raggiunto la Scuola di Polizia di Vibo Valentia per prendere parte alla cerimonia. 

Intima, sentita e, soprattutto, carica di sentimento. Così, come carica di significati è stata la breve commemorazione dei caduti vittime delle mafie, con la deposizione davanti al “ceppo dei ricordi” di una corona di alloro; e ad onorare la memoria dei caduti, ricordando ai presenti «che gli uomini e le donne scomparsi hanno dato il loro bene più grande, la vita, per consentire alla società di avere un futuro migliore», è stato il cappellano della Polizia di Stato, don Vincenzo Varone.

Uniti, con lo sguardo a quel che è stato e che oggi dona una consapevolezza in più. Questo lo spirito del “Memorial day” che dal 1993, l’anno dopo la strage di Capaci, il Sindacato autonomo di Polizia, nel mese di maggio, organizza promuovendo una serie di manifestazioni su tutto il territorio nazionale, per celebrare tutte le vittime della mafia, del terrorismo, del dovere e di ogni forma di criminalità, e commemorare non solo i servitori dello Stato ma anche giornalisti, politici, religiosi e semplici cittadini che hanno pagato con la vita il loro impegno a favore della collettività. 

«Siamo profondamente convinti – spiega Raffaele Mancuso presidente dell’associazione Bicinsieme - che mantenere viva la memoria del passato sia l’unico modo per immaginare e realizzare il futuro del nostro Paese e della nostra comunità, che proteggiamo ogni giorno». Verso il futuro, che uomini coraggiosi ci hanno consegnato.  

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