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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

 sagra generica

Sagre a rischio? È possibile, soprattutto, perché quando è la burocrazia che si mette in mezzo, può capitare che le cose si complichino. E questo crede il Friuli Venezia Giulia (dove un consigliere regionale ha anche presentato un'interrogazione) che ha lanciato l’allarme. Perché se con il primo caldo, c’è chi inizia a pensare alle specialità da gustare in piazza nelle sagre che inneggiano ai vari prodotti locali, la Riforma della Pubblica amministrazione a qualcuna potrebbe fare lo sgambetto. E poco importa se tra la riforma e le sagre non si trova un “legame”, perché le nuove regole ci sono e occorre stare attenti.

A darne notizia, oggi, il Corriere della sera (CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO) che spiega quali sono le novità.

Si tratta, si legge sul Corriere, «di un effetto, finora poco conosciuto, della riforma della pubblica amministrazione». E se infatti, fino allo scorso anno, per svolgere una qualsiasi manifestazione al di sopra delle 200 persone e di durata oltre la mezzanotte, era sufficiente presentare una Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) entro il giorno dell'evento stesso, ora la procedura è cambiata, a seguito del decreto legislativo 222 del 2016 (in vigore da dicembre) e diventa obbligatorio presentare una richiesta di autorizzazione, con largo anticipo - dovrebbe trattarsi di 30 giorni - alla quale deve seguire una risposta da parte degli uffici. Insomma, anche le sagre finiscono nella "rete" della burocrazia e il rischio è che il meccanismo si inceppi, oltre al fatto che si teme che le più penalizzate siano quelle organizzate dai piccoli comitati.