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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

Agazzi presentazione concerto

Cultura, come percorso di crescita. Cultura, per guardare al futuro. Vuole ripartire da qui, Vibo Valentia. Lo vuole chi ha deciso di mettersi in gioco. E ha deciso di crederci Giovanni Ielo. Piccoli passi, una grande sfida. Una sfida che chiama tutti a partecipare. Ad ascoltare. Perché quella della cultura è una sfida che chiama l’anima e il cuore. Ed è un cuore che batte quello di Ielo che dalla scuola Agazzi - che la sua famiglia ha fondato - ha fatto partire un percorso dove “incontrarsi” è la parola d’ordine. Una serie di incontri, infatti, quelli che ha deciso di programmare «con un gruppo di amici». Dal confronto sui social network alla scelta di realizzare un sogno. Tassello dopo tassello. Perché non è utopia portare in città l’arte, la musica, lo spettacolo.

Così, insomma, ha preso forma quel dialogo, divenendo “La scuola e le Arti” che domenica avrà la sua prima tappa con “Incontro con la musica”. Una giornata intensa, che vedrà appunto la musica protagonista. Musica e incontri, anche con gli ex alunni, quanti in questo percorso hanno deciso di esserci, e tra loro, protagonista, Alessandra Borin che introdurrà la città nel mondo della musica barocca. «Quella che conoscono tutti ma spesso senza neanche saperlo».

Una festa nella festa, un evento nell’evento che questa mattina è stato presentato nella scuola Agazzi da Giovanni Ielo,  Claudio Cricenti, Alessandra Borin, Salvatore Pronestì. Quattro amici, ex studenti della scuola Agazzi, cittadini e pronti ancora a sognare ma soprattutto a invitare la città ad aprirsi ad un sogno che può essere reale. Perché la cultura è reale. E loro hanno deciso di offrire la propria professionalità.

«La scuola e le arti – ha spiegato Ielo – è il titolo della manifestazione ed è stata pensata per avvicinare la scuola a tutto ciò che è arte». La scuola, quindi, una parte fondamentale del progetto nella convinzione che l’educazione in età scolare e prescolare, «può dare un segnale importante al territorio». Una «rinascita economica e sociale», quella a cui si punta e per questo i piccoli passi messi in agenda, ad iniziare dal concerto di domenica, «il primo incontro – ha spiegato ancora Ielo – lo abbiamo pensato con la musica, che è una delle arti per eccellenza. Lo stimolo è arrivato purtroppo dalla morte di Greta Medini, ma il nostro obiettivo è ricordarla per il messaggio che riteniamo abbia voluto lasciarci e ossia che troppa poca attenzione viene data a chi si occupa di arte». Arte che non è «un hobby, né un passatempo» ma è un percorso fatto di sacrifici, studio e impegno, «sicuramente c’è chi ha interesse a mantenere un livello culturale basso» ma Ielo e i suoi amici hanno deciso di non rassegnarsi e così hanno voluto ritrovarsi, affinché la città possa ritrovare se stessa e il culto del bello che solo la cultura sa infondere.

«Non abbiamo pretese di fare una accademia musicale o un conservatorio – ha chiosato Ielo – perché quello che vogliamo è portare un messaggio per la ripresa del territorio». Si è soffermato, quindi, sul programma, sulla scelta del numero 7, «non casuale», sottolineando come l’evento non abbia sponsor. Solo proposte e uno sguardo al futuro.

agazzi locandina concertoUno sguardo dolce come quello di Alessandra Borin. Una vita dedicata all’arte la sua. In “viaggio” tra le città di Italia, di ritorno a Vibo dove ha studiato per porgere la sua mano.  Perché anche lei come Ielo ci crede che la strada della rinascita passa dalla cultura. La Borin ha, quindi, ripercorso la storia della musica barocca. Una strada di “insidie” dove “nemo profeta in patria”. Un mondo da conoscere, dal quale lasciarsi coinvolgere. Musica e storia di un Paese che ha tanto da raccontare e da offrire. Quindi, non ha nascosto la sua emozione nel tornare «dopo 25 anni per fare un concerto». Non un concerto qualsiasi, ma il primo con questo repertorio, e organizzato da una scuola privata, «l’educazione – ha sottolineato – è molto importante ed è educando al bello che si crea la società». La scuola, la formazione «che ti fanno resistere ai moti tempestosi di questi tempi» e per la Borin si resiste «quando ci sono solide radici. La musica e le arti – ha aggiunto – educano il cittadino e inserirle all’interno di un percorso educativo è ottimo».   

E l’idea della scuola Agazzi e di Ielo è appunto questa: educare, accompagnare «abbiamo pensato a un modo diverso di offrire la cultura, gli spettacoli saranno infatti interattivi, i protagonisti si confronteranno con il pubblico».

Quindi, è sul repertorio che si è soffermato, poi, Salvatore Pronestì, introducendo nella serata che domenica aspetta Vibo, proprio lì dove «una scuola elementare fa forse quello che un Conservatorio dovrebbe fare, considerato che spesso il repertorio si basa più sul chi dare spazio che su altro. Oggi invece sfatiamo questo mito, perché si può fare un ottimo repertorio barocco» e l’auspicio espresso da Pronestì è «che anche al Conservatorio venga istituita una classe di musica barocca».

Musica, cultura, futuro, questo il leitmotiv. Quello per cui ognuno ha deciso di fare la sua parte, «questo – ha aggiunto Claudio Cricenti, ex alunno e avvocato del Codacons – è il frutto di una riflessione che abbiamo fatto insieme e per me non è una cosa separata da quello che faccio ogni giorno anche con il mio lavoro. Quello che serve è stimolare le persone, quanti non si fermano più sulle sensazioni, sulle emozioni e dalla musica sono convinto che, invece, potrà nascere un momento di stimolo e riflessione». Cultura come stimolo «perché – ha sottolineato la Borin – la cultura non è solo divertimento come si è voluto farla passare ma è conoscenza, scoperta».

Una scoperta in cui perdersi, come ha ribadito ancora Pronestì, musica che è rinascita, opportunità «ma anche un momento di educazione alla verità».  La verità, il coraggio di un artista che vede nell’arte il futuro. Che non accetta compromessi, che non guarda l’involucro ma ciò che c’è dentro. E dalla cultura e dal rispetto occorre ripartire.

E vuole che la città risorga dalle proprie ceneri come l’Araba fenice, la scuola Agazzi. Per questo metteranno il primo tassello. Per una giornata che inizierà alle 10,30 nell’auditorium della scuola con il momento di incontro “Come dipingere i sentimenti con la musica”; mentre in serata dalle 18,30 nell’auditorium del Sistema bibliotecario vibonese sarà la volta del Concerto di Gala “Note d’amore, lagrime e follia. Consonanze stravaganti nel barocco italiano”, con Alessandra Borin, soprano e Salvatore Pronestì al clavicembalo (i testi dei brani sono disponibili sul sito scuolaagazzi.it). Un incontro con due artisti che hanno tanto da raccontare.  Una serata da “vivere” ascoltando e lasciandosi andare al bello che solo la musica sa offrire. Partecipando.