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  • Ultimo aggiornamento: 26 Aprile 2017, 21:58:46.

fai giornate primavera vibo 2017 8 

Durante le Giornate Fai di Primavera, che si sono svolte dal 24 al 26 marzo in diversi punti della città, il Gruppo Fai Giovani ha promosso un’iniziativa che ha visto l’adesione di molti cittadini. Si tratta della “Scatola dei sogni”, un raccoglitore di idee, pensieri, riflessioni, disegni, sui luoghi visitati durante le Giornate Fai di Primavera a Vibo Valentia. Negli anni passati capitava spesso di fermarsi a parlare con i visitatori che ci regalavano ricordi e storie legati a quei luoghi, proposte e sogni su quello che sarebbero potuti diventare, pertanto si è deciso di non perdere queste testimonianze, anzi di raccoglierle e scoprire come utilizzarle in seguito. Abbiamo invitato i visitatori a lasciare, all’interno di una scatola, dei bigliettini con i loro pensieri.

L’esperienza di scoprire cosa ci avessero scritto è stata entusiasmante, non sapevamo cosa aspettarci e siamo rimasti sorpresi dalla serietà con cui i visitatori hanno risposto al nostro invito. La richiesta più diffusa è stata indubbiamente la fruibilità costante dell’area Romana, dove sono presenti i mosaici, che erano stati aperti e resi visitabili in occasione delle Giornate Fai di Primavera del 2013. Da molti suggerimenti, estrapolati proprio dai biglietti lasciati nella Scatola, emerge l’importanza di rendere questo tipo di visite un appuntamento fisso per le scuole, in quanto la conoscenza della propria storia è fondamentale nella formazione dei futuri cittadini. Molto interessante l’idea di stipulare una convezione con le facoltà di Archeologia delle università, in modo tale da avere un collegamento diretto con la ricerca e permettere agli stessi studenti di partecipare attivamente alle campagne di scavi del ricco sottosuolo vibonese.

Altra emergenza condivisa riguarda la realizzazione di percorsi che colleghino i diversi siti archeologici tra loro; in questo caso i visitatori si sono sbizzarriti: da chi si accontenterebbe di marciapiedi ben curati, a chi vorrebbe le visite a cavallo o sugli asinelli, a chi collegamenti tramite le antiche linee ferroviarie in un progetto in più ampia scala. Non sono mancati i pragmatici che consigliavano di far pagare un biglietto per non svalutare la dignità del nostro patrimonio o gli apprensivi che pur di proteggere i mosaici consigliano di spostarli in qualche museo. Condivisibili o meno, noi abbiamo letto tutte le idee come un regalo, quindi ci sentiamo di ringraziare i vibonesi che hanno aderito. L’esempio di partecipazione che hanno dimostrato dovrebbe essere la base per lo sviluppo culturale del nostro territorio e ci auguriamo che possa essere l’inizio di un dialogo molto più ampio. Avendo potuto incontrare in queste giornate molti degli attori responsabili del progetto relativo al Parco archeologico di Vibo Valentia-Hipponion, abbiamo chiesto all’archeologa dott.ssa Maria D’Andrea, che conosce bene lo stato delle aree interessate, di commentare i suggerimenti più realizzabili. Di seguito le parole dell’archeologa, che ha accolto di buon grado le proposte della “Scatola dei sogni”. Il nostro impegno non si ferma certo qui, pertanto proseguiremo nella nostra missione che consiste nella tutela del ricco patrimonio culturale, storico, ambientale e paesaggistico di Vibo Valentia  e di tutta la Provincia, e nell’organizzazione di eventi ed iniziative, con l’obiettivo di condividere esperienze, avvicinare sempre più giovani al Fai e ai suoi valori.

«Il Fai è un'istituzione, e grazie a questo tipo di iniziative è stato possibile esprimere un giudizio. I vibonesi sono pronti a farsi carico e fruire delle proprie bellezze. 5000 visitatori è una cifra importante, e significa che Vibo è pronta a ritrovare la sua identità culturale. Ci sono stati tanti spunti, tante adesioni, e chi opera in questo campo non può non tenerne conto. Il linguaggio nelle didascalie che descrivono i siti deve essere alla portata di tutti. Il parco archeologico è articolato: sembra a macchie, ma in realtà c'è una certa continuità,per questo bisogna puntare sulla conservazione e sull’informazione, prendendo spunto dalle altre realtà. Occorre mettere pannelli informativi chiari, magari inserendo un Qr code che porti ad una pagina di approfondimento. E poi provvedere alla copertura dei mosaici con delle tettoie, che proteggono i siti dagli agenti atmosferici. I luoghi di maggior interesse sarà possibile ripristinarli grazie a dei finanziamenti europei captati dal Comune. In zona Cofino i lavori sono fermi per un’interdittiva antimafia recapitata alla ditta incaricata, ed è per questo che per un anno gli scavi sono stati ricoperti con i teli. Mi auguro che la ditta che si aggiudicherà l'affidamento porti a compimento ciò che è rimasto in sospeso. Anche per le Mura greche è stato messo in piedi un progetto che prevede la riqualificazione; ci sono stati inghippi, però ora c'è un progetto nuovo, importante, ed il Comune si è dimostrato disponibile ad affrontare questo problema. La macchina del FAI ha fatto dialogare le istituzioni come il Comune e la Soprintendenza, guidata da Fabrizio Sudano, un innovatore. C'è un clima di persecuzione quando si parla di scavi tutelati dalla stessa, ma bisogna intervenire dove è necessario, altrimenti si rischia di lasciare la città piena di ferite nel tentativo anche di musealizzare a tutti i costi. Non ci si deve sentire minacciati, perché la ricerca deve andare avanti. Poi, un passo in avanti devono farlo anche le Università calabresi, vittime di un certo immobilismo. Ritengo sia grave che l'Unical, così come il polo universitario di Reggio, non ritenga opportuno approfittare di luoghi come Vibo, Sibari e Crotone. Nonostante gli impegni accademici di ognuno, i docenti possono anche scegliere di delegare. Perché mandare gli studenti fuori se siamo nel cuore della Magna Grecia? In ultima battuta,il FAI è una cerniera per il dialogo, e ha posto le condizioni affinché si facesse davvero rete, ed è anche per questo che c'è stata un’affluenza importante a fine marzo. Ben vengano le proposte avanzate da chi ha partecipato alle Giornate FAI di Primavera, senza dimenticarsi dell’impegno fondamentale dei volontari».

Gruppo Fai Giovani - Vibo Valentia

(il capogruppo Manuela Muratore e i volontari Anna Scarmozzino, Vincenzo Pagnotta, Emanuela Pagnotta, Nazzareno Cricenti, Marialuce Malta, Sara Sablin Contartese, Paolo Lo Guarro e Davide Ceva)