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  • Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2017, 17:19:52.

filadelfia orchestra gemelli

Musica che guarda al sociale, per un impegno culturale che vede l’associazione “Giovanni Gemelli”, presieduta da Bruno Giovanni Caruso, sempre protagonista. Un impegno che va oltre, insomma, l’aspetto artistico e, in questa ottica, anche il concerto dello scorso 5 aprile, presso l’auditorium della Casa circondariale di Vibo Valentia, della “Junior Band Gemelli”, orchestra giovanile della stessa associazione, che, spiega il presidente «assume un significato fortemente educativo e formativo». Il concerto - organizzato grazie alla collaborazione e sensibilità del direttore della Casa circondariale, Antonio Galati, del comandante della Polizia penitenziaria Domenico Montauro e dei suoi collaboratori, Antonio Tringale e Nazzareno Iannello - si è tenuto in una sala gremita di persone che «hanno grandemente apprezzato l’omaggio che i nostri ragazzi hanno voluto offrire a chi in questo momento si trova in una particolare situazione di restrizione».

Un’esperienza significativa anche per tutti i ragazzi, i maestri Massimo Campisano e Francesco Conidi e i loro tutor: Angela Marrella, Vito Torchia e Bruno Bartucca, il direttivo dell’associazione, il presidente Caruso e la vice presidente Francesca De Nisi, il coordinatore Pasquale Masdea.

Il programma musicale offerto è stato di notevole spessore e l’esecuzione brillante e suggestiva; brani, spiega il presidente Caruso «di Nino Rota, Badelet & Zimmer, Vangelis, Trevor Jones, di importanti colonne sonore e autori per orchestra di fiati, il tutto incastonato nelle suggestioni di una esperienza unica e formativa». In tal senso, non sono mancate le parole di apprezzamento espresse dal direttore Galati che, «sono il giusto premio – spiega ancora Caruso - per i sacrifici che i nostri ragazzi e i loro maestri e tutor fanno per prepararsi artisticamente». In particolare, Galati, infatti, ha sottolineato come la musica, l’impegno artistico e culturale, spesso aiutino ad allontanare i ragazzi dalla strada e quindi dalle devianze, aggiungendo, infine, che se le persone recluse avessero, nella loro vita, potuto frequentare percorsi culturali ed artistici come quelli dei ragazzi dell’orchestra, magari qualcuno non avrebbe intrapreso strade negative. Il concerto si è concluso tra gli applausi di tutti i presenti che hanno richiesto il bis, prontamente concesso dai ragazzi. «Un’esperienza da ripetere – il commento del sotto Commissario Iannello alla fine della esecuzione - magari nel periodo natalizio del prossimo anno».